Tutti i fuochi il fuoco

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di Julio Cortàzar
  • L’autostrada del Sud
  • La salute degli infermi
  • Riunione
  • La signorina Cora
  • L’isola a mezzogiorno
  • Istruzioni per John Howell
  • Tutti i fuochi il fuoco
  • L’altro cielo

Un libro che comincia veramente bene con il racconto del microcosmo che si crea durante un ingorgo plurigiornaliero di un’autostrada.
E che prosegue altrettanto bene con la malata procrastinazione della verità nel secondo racconto, il malato amore tra l’infermiera Cora e il ragazzino, e la malata fissazione per l’isola a mezzogiorno. E di curioso ci ho trovato il passaggio del racconto da una prima persona all’altra, a volte nel bel mezzo di una frase, senza neanche una virgola a separare quello che altrove sarebbe stato un altro capitolo, o un altro paragrafo.

Ma poi il libro sfocia inevitabilmente in tutto ciò che mi fa sempre evitare autori del genere franco-comunista (ovvero quel genere di materiale artistico o pseudotale in cui c’è invariabilmente una componente francese, spagnola, comunista, poeta-maledetto o bohemien, e i maggiori indizi sono spesso il nome dell’autore o il titolo dell’opera, o il fatto che chi lo legge lo trovi solitamente seduto in una libreria franco-comunista in modo da essere visto quando tu ancora non sei entrato del tutto, oppure è solito impiegare un quarto d’ora per bere qualche millilitro di caffè). Voglio dire, quando nella stessa pagina leggi più di tre volte la parola caffè, o sigaretta, o teatro, o quando ti sei talmente perso nella descrizione di dettagli tanto irrilevanti quanto franco-comunisti che non riesci più neanche a ricordare di cosa si stava parlando 20 righe fa, è proprio arrivato il momento di chiudere. E siccome questa è la terza istanza della parola caffè in questo post, chiudo anch’esso.



1 Commento a “Tutti i fuochi il fuoco”

  1. Uncle Nuke scrive:

    uhguheear i soliti libri scritti dalla feccia comunista con un tantinino più di istruzione dei loro compari feccia anarcoide notav , bestie da centri sociali

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