Like thunder from the sky
and die
questi giorni non ho visto stelle cadenti, anche se le ho cercate. non per i desideri; quelli di solito è meglio esprimerli rivolti verso i diretti interessati… non verso Perseo o Cassiopea.
solo volevo fotografarne qualcuna e metterla qui.
vabè. facciamo come quando cerchi una cosa su google e ne trovi un’altra

Fly, my Ufo Robot in the sky
against the monster of the night
my Ufo Robot in the sky, my Ufo Robot in the skyShooting Star, Shooting Star, Shooting Star, Shooting Star
prima qui davanti avevo un fazzoletto sporco e un pacchetto aperto.
ora ho soltanto un pacchetto chiuso. ho cercato ovunque. del fazzoletto sporco non c’è più traccia.
ops.
Certo, la batteria dura mezza giornata; ma vuoi mettere il wardriving in bicicletta e la registrazione del percorso da rivedere passo passo su Google Earth?
(La freccia rossa indica un punto bellissimo.)
Ormai quasi tutti sono diventati vampiri, e gli umani cominciano a scarseggiare.
Non manca nulla: uomini-mucca, sole, paletti nel cuore, automobili per guida diurna, e sopratutto una gran diversità di generi, che portano alla scoperta di varie combinazioni di conversioni e riconversioni. Il tutto condito con truculenza, teste spappolate e secchiate di sangue.
Erano eoni che non vedevo un film di vampiri decente.
dio del sole babbo Apollo per il cielo se ne va
su un carro a rompicollo sempre a gran velocità
ed è anche pigro assai ed al dovere mancherà
ed il sole tu vedrai prima o poi non sorgerà
Certe persone non fanno che parlare di vita, di amore, di relazioni. Di quanto abbiano capito certe cose.
Ma poi si perdono d’animo; accade quando qualche pezzetto sembra non tornare; accade quando polverizzano tutte le loro riserve di energia a cercare di far quadrare le cose secondo i loro rigidi e un po’ infantili schemi mentali, e non gliene resta alcuna per farle, le cose. E così spariscono. Diventando in tutto e per tutto, per l’osservatore inerziale, dei dispersi in azione. O dei cadaveri viventi, a seconda della distanza.
Non so cosa pensare di queste persone, quando si comportano così. A volte le capisco. A volte vorrei cercare di far capire. A volte non capisco. A volte ho strani istinti
ma gli voglio sempre bene.
Prosegue il filone dei filmacci “massimo 3 stelle”, noto anche come “boiate pazzesche in cinema semivuoti”.
Dico solo che l’auto era già parcheggiata quando ho scoperto che si trattava di un film francese. E il film era appena iniziato quando ha cominciato a prospettarsi una delle storie più lineari mai viste; eppure sembrava quasi promettere qualcosa.
Mi spiace di non aver portato la fotocamera, c’era un simpatico Lucignolo che faceva dei giochi con il fuoco.
La parte più divertente è stata la fine: mia madre rimane stuck in un bug del terreno, stile World of Warcraft. Poco dopo riesce a uscirne (senza l’intervento dei GM), ma la scarpa cade nel void sottostante… fortuna che sono riuscito a recuperarla.
Mentre lo facevo, ripetevo a me stesso e ad alta voce queste parole: “La saggezza non consiglia di infilare le mani nei buchi nel terreno di notte; io ci sto infilando tutto il braccio e la spalla“. Qualcuno, quando ho estratto la scarpa, ha anche applaudito.
E sì, anche ai Reggae Circus hanno applaudito.
Un film che comincia bene e poi, a circa 30 minuti dalla fine, ti comincia a dare la netta impressione che a un certo punto la sceneggiatura sia andata smarrita e tutto il seguito sia stato girato un po’ a memoria, o proprio a caso.
L’idea del test alieno di sopravvivenza è buona; ciò che non è buono è l’assoluta mancanza di senso della correlazione “bottone-morte del precedente”. O meglio, anche “bottone-morte del precedente” può avere senso, ma in un altro film, in un’altra storia, non in una in cui il bottone serve come test di sopravvivenza. Sono due idee buone, che diventano letame dal momento in cui le metti insieme; un po’ come ideare un’automobile, ideare una bicicletta, e poi sulla base di queste due idee creare unicamente un triciclo col motore. Lo sò, l’hanno fatto; e infatti fa cagare.
Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.
(Arthur C. Clarke)
Ciò che si può dire, è che non manchino le citazioni in questo film. Forse quella di Arthur C. Clarke può servire per giustificare il fatto che tutto ciò che accade non è magia, non è paranormale, ma tecnologia avanzata. Ma magari si poteva togliere qualcuna di tutte le inutili e superflue magie tecnologie, e aggiungere qualcosa in più alla trama; ad esempio, evolvere verso la seconda prova, che viene menzionata ma non illustrata. “Human Resource Exploitation” è di nuovo una citazione, di un documento della CIA che descrive tecniche di tortura; ma sono sicuro che è apparso anche su un libro di fantascienza e su un altro film, o forse su Lost.
- Ha avuto un incidente nel 1958.
- La comunicazione avveniva con un ritardo di circa 2 ore quando il pianeta si trovava a 58 milioni di chilometri di distanza.(qui citavano me)
Cameron e il suo irritante make-up facciale lasciano gli unici punti a un film di merda.
Rilevante il fatto che, dopo eoni, io sia stato in una sala di cinema piena di gente.
Io vorrei ammazzare quel tipo che fa le previsioni meteo su Rete 4 e che annuncia caldo torrido e pericolo per gli anziani indossando una camicia a maniche lunghe e un maglione.