Il giorno dello sciopero dei robot

Il sentore dello “sciopero” già c’era oggi pomeriggio, sulla metro B. Essa era improvvisamente diventata la metro A, proponendo addirittura l’aria condizionata e i vagoni percorribili, ma continuava a confondere i viaggiatori annunciando le fermate della metro B in ordine completamente casuale. E quindi Quintiliani era Barberini, Monti Tiburtini era Termini, Ponte Mammolo era il Colosseo (“l’hanno spostato?”), e Rebibbia, dove dovevo scendere io, era tutto il resto: Piramide, Garbatella, San Paolo, Marconi (“azz… dovevo scendere a Garbatella!”).

Insomma, 0.50€ è il prezzo della prenotazione del posto al cinema. Uno li paga, e poi:

  • scopre che i Robot sono in sciopero e quindi deve farsi la fila
  • scopre che i Robot hanno sabotato le sale e quindi i posti non sono più prenotati
  • scopre che i Robot non forniscono un meccanismo di rimborso automatico ma solo on-demand e quindi paga comunque la prenotazione
  • scopre che la sala è completamente vuota e quindi di fatto non serviva nessuna prenotazione
  • si guarda un film bellissimo:

The Final Destination 3D (IV)

della durata di massimo un’ora e 20 secondi, e con tanto di fuochi artificiali battuti da fuori contro le porte d’emergenza.



1 Commento a “Il giorno dello sciopero dei robot”

  1. .Nemesis. scrive:

    Viva le tecnologie intelligenti.

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