Sentieri ciclabili di Roma II

Stavolta è andata meglio: villa Ada, dall’ingresso in Via di Ponte Salario:


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Dopo aver rimontato la bicicletta, bestemmiando per tutto il fango che si è sparpagliato in macchina, si entra. Quello che si può fare è svoltare immediatamente a destra, tenendosi il laghetto sulla sinistra. A questo punto si può fare il giro corto, girando a sinistra al primo “incrocio”, oppure si può andare dritti e fare un giro molto più lungo, con una bella salita. Se si sopravvive alla salita, poi si può andare dalla parte sbagliata, arrivando così in un posto dove ci sta fieno per i cavalli, merda di cavalli, ma nessun cavallo. Se invece si va dalla parte giusta, si arriva nei pressi di un certo consolato, con tanto di militari e di cavalli; proseguendo si comincia a tornare dal giro e si arriva nei pressi del secondo laghetto (quello con le tartarughe e il cancelletto).

A questo punto ci si può divertire un po’ facendo una coppia di discese, la prima sullo sterrato, la seconda subito dopo su una sorta di stradina tortuosa con sanpietrini e radici di alberi. Si può prendere molta velocità, sbirillare i passanti, e infine godersi la strada attrezzata con la gente che fa ginnastica. O che sta seduta su panchine morbide sfidando pigne di Damocle. Che sono ancora tutte lì.

Si è tornati al laghetto: un giro corto e poi di nuovo uno lungo, per variare; ripetere a volontà. Durante il tragitto si trovano 2 fontanelle (all’ingresso, e presso una delle uscite su via Salaria). Ricordarsi di portare un paio di buste, perché alla fine le vostre ruote e la vostra forcella saranno coperte di merda di ogni genere di animale, oltre che di fango.



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