Il terminale uomo

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di Michael Crichton

A differenza di altri autori di fantascienza più “previdenti”, sui libri di Crichton emerge sempre come un ostacolo alla lettura l’obsolescenza (di oggi) delle tematiche tecnologiche trattate (in questo caso, nel 1972). Non so perché, ma altri hanno scritto “schede perforate” in un libro eppure questo non ha fatto distrarre dalla lettura. Che poi sembra proprio una cosa collegata a Crichton, basti pensare all’improbabile e stonato sistema di navigazione 3D nel sistema operativo in Jurassic Park.

La fondamentale somiglianza tra gli uomini è soltanto un mito liberale. C’è un mucchio di gente che è diversa. Che non è come gli altri.

Comunque il libro parla della prima operazione a un cervello umano per l’impianto di un sistema di elettrodi e stimolatore a microchip in grado di scatenare, e reprimere, gli impulsi emotivi di un malato di mente. In linea di massima, non succede mai nulla di veramente particolare, o colpi di scena imprevedibili, ma è comunque piacevole da leggere.

Déjà vu, la sensazione di essere già stati in un posto; spersonalizzazione […]; associazioni acustiche, illusioni, fobie. Non c’è una precisa linea divisoria tra salute e malattia, tra equilibrio e squilibrio mentale. E’ piuttosto uno spettro all’interno del quale ognuno ha un suo posto. E dal punto in cui tu ti trovi, gli altri ti sembrano strani.

Forse è proprio quello che Crichton faceva dire ai suoi personaggi; l’operazione descritta, e le implicazioni, oggi non sembrano così tanto sconvolgenti; anzi, sembrano abbastanza ragionevoli. Un peacemaker al cervello è abbastanza ragionevole, come allora era ragionevole un peacemaker al cuore. Oggi il peacemaker al cuore è non solo ragionevole ma quasi naturale, come gli occhiali. I dubbi in effetti restano sull’effettiva applicabilità, sull’utilità, e su domande come: il primo impianto per la stimolazione elettrica per procurare piacere segnerà una qualche linea di demarcazione nella storia dell’umanità?

SALVE SONO SAN GEORGE.
SALVE.
COME TI CHIAMI?
MARTHA.
NON PARLI MOLTO, MARTHA.
NO.
PERO’ MI PIACI.
TU INVECE NO.
CAPISCO. COME POSSO AIUTARTI?

AIUTO?
SI, VORREI AIUTARTI.
PRENDI UN GATTO.

GRAZIE.
PRENDI UN ALTRO GATTO.
GRAZIE. SEI MOLTO GENTILE.
PRENDI UN ALTRO GATTO.
NO GRAZIE.
NON TI PIACCIONO I GATTI?
SI, MA HO GIA’ ABBASTANZA GATTI.
PRENDI UN GORILLA.

NON VOGLIO UN GORILLA.
NON TI PIACCIONO I GORILLA?
NO GRAZIE.
SEI TROPPO CORTESE.
SCUSAMI SE TI HO OFFESA.
TU PARLI TROPPO.
SCUSAMI.
PRENDI UNA MELANZANA.

NO GRAZIE.
NON TI PIACCIONO LE MELANZANE?
NON MOLTO.
PRENDINE UN’ALTRA.
NO GRAZIE.
VOGLIO CHE TU LA PRENDA.
NO GRAZIE.
DAI, PRENDILA.
NO GRAZIE.
INSISTO.

INSISTO PERCHE’ TU PRENDA UN CETRIOLO.
E IO RIFIUTO.

ALLORA PRENDI UNA BANANA.
NO.

ALLORA PRENDI UNA BANANA E UN CETRIOLO.
NO GRAZIE.
INSISTO.
VA’ ALL’INFERNO. IO TI AMMAZZO : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : : :



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