Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più!

Non so perchè lo dico ora e in questa sede, ma ho sempre provato una profonda irritazione verso questa canzone. Non che me ne freghi niente della povertà nel mondo, ma mi ha sempre fatto venire in mente una scena del genere:

tavola imbandita ricchissima, con ogni tipo di delizia occidentale e non. Arriva il tipico bambino negro denutrito sub-sahariano, ed è tutto contento perché finalmente può mangiare a sazietà. Ma… parte la musichetta! “Gli amici a questo servono a stare in compagnia! Dividi il companatico raddoppia l’allegria!“… e arriva un altro bambino! E poi un altro, e un altro, e un altro e unaltrounaltro, e alla fine arrivano pure gli adulti denutriti e i vecchi denutriti e poi perché no anche un po’ di fottutissimi preti del cazzo che devono ringraziare Dio per il cibo che gli è stato gentilmente offerto, con la canzone che continua in un infinito loop, parallelamente a questa infinita generazione di nuovi posti a tavola, che cominciano a sovrapporsi tra loro come in una scena di computer grafica 3D fatta male. E alla fine immagino tutti che dividono, dividono, e non rimane niente per nessuno, e finalmente, alla fine, crepano tutti. Ma la canzone continua.



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