Violenza nell’*ano

Nel cagliaritano, nel napoletano, nel palermitano, nel padovano, nel bresciano.
Ma anche nel piceno, nel brianzolo, nel viterbese, nel frosinate, nel triestino.

L’ultima moda in voga tra i giornalisti televisivi italiani è quella di non indicare mai la zona esatta in cui avviene il fatto (solitamente un tentato omicidio, una violenza, insomma una notizia di cronaca priva di qualsiasi tipo di utilità per ascoltatori che mediamente si trovano a 500 km di distanza). In questo modo ottengono tre principali risultati:

  1. diventa più arduo verificare l’esattezza della notizia e la sua coerenza con il fatto;
  2. si mantiene il discorso sul tono “la so lunga”, con tutte le relative conseguenze psicologiche (positivamente incidenti sull’audience) per quella grossa fetta di share invariabilmente formata da ebeti;
  3. si dà un’importanza e un’estensione maggiore ad una notizia di un insulso fatto probabilmente accaduto (se accaduto) nel più profondo buco del culo ano di una nazione in cui, sostanzialmente, non accade nulla.

Delitti di Cogne, delitti di Garlasco (PV), salvateci voi! Fama e notorietà saranno il nostro ringraziamento.



9 Commenti a “Violenza nell’*ano”

  1. Ylenia scrive:

    Stavo leggendo questo blog con piacere ma poi ho visto una foto.
    Un serpente.
    Cazzo.
    Non sto per niente bene.

  2. Morgana scrive:

    sei un grande.

  3. Patrizio scrive:

    Ylenia: beh in realtà i serpenti sono 2. Ora gli vado a chiedere se tu hai fatto lo stesso effetto a loro.
    Morgana: oh grazie sei molto gentile ma preferisco non pensarci per potermi ancora chiedere “cosa farò da grande?”

  4. Censurato scrive:

    Quasi quasi aspetto un delitto dalle mie parti…se hai un albergo sul luogo del misfatto ti becchi come minimo giornalisti fotografi troupe per una settimana. prima colazione compresa… 🙂

  5. Valnuke scrive:

    Secondo me tralasci la cosa più fondamentale, che è la creazione di una situazione di panico generalizzato che coinvolge tutti i residenti in quella regione.

    Se dici che è avvenuto nel cuneese, invece che “a cuneo”, c’è molta più gente (tutta quella della provincia) che comincia a vivere nel terrore di furti e violenze in casa.
    Quindi
    1. segue di più il tg per accertarsi che i mostri siano andati altrove e quindi compra la roba che vede nella pubblicità del tg aiutando il tg a sfornare più cazzate e
    2. spende un sacco di soldi in più in protezione inutile come antifurti e vetri antiscasso, diventando più povera così che
    3. possono finalmente fare altri servizi tipo “in italia siamo tutti POVERI, guardate sto vecchio che non riesce a 90 anni a mantenere i suoi 3 figli con una pensione sola”

  6. Patrizio scrive:

    Giusto per completezza, il punto 1 nel caso del TG5 credo sia rappresentato dalle suonerie di Wlady, mentre il punto 3 è stato il servizio immediatamente successivo.

    In ogni caso aspetto con trepidazione il giornalista che parlerà di violenza nel Trapanate, nell’Amatriciano, nel Pescarolo, o nell’Astio.

  7. Patsy scrive:

    Trapanate mi piace! E molto anche!! YUHU! 😀

  8. peppa scrive:

    Hei…è simpa il tuo blog…intelligente..complimenti 🙂 io mi prefiggo sempre di scrivere cose “utili”, che facciano riflettere..ma poi il personale finisce sempre per prevalere, ed è cosi banale..
    Ciaoo^^

  9. jeck86 scrive:

    Bravo,hai raione,ma non dimenticare il fatto che quando non viene detto dove l’episodio è avvenuto diventa auomaticamene una cosa quasi irreale ed è più facile per il tg ed anche per lo spettatore voltare pagina.
    è come quando parlano della guerra in “capo al mondo” o della miseria del paese “tale”,sono cose che avvengono abbastanza lontane perchè ce ne possiamo fregare.

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