Hyperion

In principio era il Verbo. Poi venne il verb-processor del cazzo, poi il pensiero-processor. Poi la morte della letteratura. Va così. (Martin Sileno)

Immagine di Hyperion

Il racconto del Prete e dei Bikura e dei crucimorfi, del Soldato e del suo sogno, del Poeta e della sua musa, dello Studioso e del morbo di Merlino, dell’Investigatrice e del poeta analogo John Keats, ed infine la struggente conclusione del Console. Sette pellegrini dello Shrike, ognuno con la sua unica e stravolgente storia. Un Canterbury Tales in chiave decisamente fantascientifica.

Cristo in croce! Sono l’unico, in questo branco di merda, che sappia raccontare una storia in maniera diretta? (Martin Sileno)

Non mi ero mai sognato di cominciare a leggere questo libro per due motivi: 1) ha un nome veramente troppo nerd 2) ho letto veramente poca fantascienza post-80. Invece, anobii ha dato i suoi primi frutti: ho cominciato a leggerlo dopo aver notato le varie affinità con altri utenti, e direi che ho fatto proprio bene.

Per qualche strana coincidenza, non tanti giorni fa ho visitato la casa di John Keats, a Piazza di Spagna, e ho guardato dalla stessa finestra descritta sul libro.

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