La metamorfosi

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di Franz Kafka

Mi chiedo sempre perché la gente non si arrende al fatto che quasi sempre quello che lo scrittore voleva dire non è niente di più e niente di meno di quello che ha detto. Le prefazioni lunghe quanto l’intero racconto non servono a nulla, se non a giustificare il fatto che la filosofia e la critica possano essere considerate impieghi. Perché questo è un libro che parla solo di quello di cui parla, ovvero mediocrità e abulìa; se proprio si vuol far notare qualche dettaglio, si potrebbe dire che gli unici sprazzi di vera umanità provengono dalla rozza domestica, che è l’unica che lascia agli altri la facoltà di essere quello che sono. Un’anomalia, un insetto, un cadavere.

Vieni un po’ qui, vecchio scarafaggio!

Guarda guarda! La vecchia blatta!

volevo dire che per portar via quel coso di là, non dovete più preoccuparvi. E’ già tutto sistemato.



1 Commento a “La metamorfosi”

  1. Gaia scrive:

    sono in parte d’accordo in parte no. ho studiato Kafka all’università, al corso di lingua e letteratura tedesca e sono in grado, dopo mesi e mesi di corsi intensivi, di affermare che lo conosco abbastanza bene. in realtà, al di là del testo e della storia, c’è tutto un universo di vita che difficilmente si ricava leggendo il libro semplicemente per quello che c’è scritto. è una delle tante letture che se ne possono fare, ma non è la sola. e non esiste una lettura più o meno “giusta” dell’opera.

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