Le grandi storie della fantascienza 10 (1948)

More about Le grandi storie della fantascienza - Vol. 10 (1948)
curato da Martin Greenberg, Isaac Asimov

Non una delle migliori annate, ma comunque bella:

  • ADESSO NON GUARDARE di Henry Kuttner
  • CAMMINO’ INTORNO AI CAVALLI di H. Beam Piper
  • THANG di Martin Gardner
  • PROGETTO BROOKLYN di Philip Klass
  • TOC, TOC di Fredric Brown
  • PEZZO D’EPOCA di John R. Pierce
  • DI NASCOSTO di Wilmar H. Shiras
  • IL MOSTRO di A.E. Van Vogt
  • IL DORMIENTE di A.E. Van Vogt
  • MARTE E’ PARADISO! di Ray Bradbury
  • SOLO UNA MADRE di Judith Merril
  • ULTIMISSIMA EDIZIONE di Eric Frank Russel
  • UN BIMBO PIANGE di John D. MacDonald
  • LO STRANO CASO DI JOHN KINGMAN di Murray Leinster
  • I SOGNI SONO SACRI di Peter Phillips

In Adesso non guardare gli alieni sono tra noi. E con l’inganno riescono a beccare chi li scopre.

In Camminò intorno ai cavalli, uno scambio di persone tra universi paralleli del 1800 causa qualche disagio burocratico tra ambasciate inglesi, francesi e tedesche, in particolare riguardo ai contenuti di alcuni documenti dell’altro universo, in cui figurano firme di persone con incarichi leggermente diversi dal solito. La storia è raccontata mostrando la confusa corrispondenza tra ambasciatori e forze dell’ordine: forse è la migliore della raccolta!

Lo strano caso di John Kingman, ovvero quello di una persona ricoverata in una clinica psichiatrica da 172 anni. Verrà guarito, suo malgrado, da una certa genialità; in compenso ne avrà di tempo da vivere, il bambino.

Solo una madre è una banale storia di cecità materna. Ogni scarrafone…

Il mostro era in realtà morto. Come tutta la sua specie. Viene resuscitato a caso (dopo qualche tentativo fallito con una mummia e un fanatico), per scoprire chi quella razza fosse. Peccato che la sua razza era un po’ conquistatrice, e che i suoi membri avevano capacità praticamente sovrannaturali. “Dimenticate un piccolo particolare”, dice ai suoi resuscitatori, mentre credono di trovare nel loro stesso suicidio l’unico modo di isolare nuovamente lui e la resuscitazione di tutta la sua specie.

Marte è paradiso!, si capisce che è di Bradbury. Dapprima non sembra Marte, ma il paradiso, perché ci sono tutti i cari ormai morti. Ma poi no, è proprio Marte, con tanto di marziani sterminatori.

Il Progetto Brooklyn è un periscopio nel tempo; nel passato. Si mostrerà come è possibile osservare il passato, senza tuttavia variarlo con assurdi e poco credibili paradossi. Sapete no, quelli che uccidete vostro nonno e voi non nascete. Questo non può accadere: gli eventi del tempo sono stabili. E’ provato. Voi nascerete e sarete uguali. Certo, magari diventerete degli pseudopodi viola che parlano con gli ultrasuoni; ma non vi sarete accorti di nulla.

«Vedete?» gridò la cosa che era stata il facente funzione di segretario dell’assistente del direttore per le relazioni con la stampa. «Vedete, non importa quanto sottilmente! Quelli che ondeggiano si sbagliavano: non siamo cambiati». Con un gesto di trionfo indicò le dodici bolle purpuree. «Non è cambiato proprio niente. Niente!»

Cerchio intorno alla Testarossa parla di una strana scoperta: un passaggio dimensionale portatile, e i fastidiosi diverbi che questo può causare con un vicino di casa.

Il Dormiente è quello che sembrava inizialmente una strana roccia, piuttosto massiccia, su un’isola semi abbandonata. Successivamente dà la sensazione di essere viva: vede, sente, reagisce. Certo con qualche limitazione: non riesce a percepire l’acqua, pertanto non riesce a capire perché a una certa altezza si sente bene, a un’altra smette di funzionare; e poi cosa sono tutti quei cosetti che si trovano tutti esattamente alla stessa altezza? E quegli altri, a forma di freccia, che invece sembrano avere più libertà di movimento, ma solo al di sopra degli altri? Comunque, poi, era una bomba intelligente. Una bomba parecchio grossa, inesplosa, di una guerra di parecchi milioni di anni prima.

Di nascosto deve agire un bambino con capacità intellettive del tutto superiori alla norma; con l’aiuto di un suo amico psicologo sarà incoraggiato a cercare altri come lui. Tra l’altro, si comincia a capire chi sono tutti quei geniali autori che si firmano solo con pseudonimi e che nessuno ha mai visto…

Welles era molto contento. Tim non se ne sarebbe mai dimenticato. Tim sarebbe rimasto sempre suo amico. Perfino quando Timothy Paul e tutti gli altri come lui si fossero riuniti, in una maturità inimmaginabile, per controllare il mondo (se avessero deciso di farlo), Peter Welles sarebbe stato l’amico di Tim – non un cucciolo, un animale da salotto, ma un caro, since-ro amico… allo stesso modo in cui un cane fedele, amato da un buon pa-drone, non viene mai respinto, cacciato via.

Un bimbo piange ma prima mostra grandi capacità, diverse da quello della precedente storia. Ne sa anche qualcosa di psicostoriografia… a mente ovviamente.

Ultimissima edizione parla del difficile ruolo del conquistatore, quando a conquistare è una grande flotta rimasta nello spazio per anni, e la terra da conquistare, dopo tutto, assomiglia tanto a casa.

Toc toc.

C’è una soave, piccola storia dell’orrore che è lunga soltanto due frasi:
«L’ultimo uomo della Terra sedeva solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta…»

E sì, spoiler, capita anche quello: bussa l’ultima donna. Ma bussa anche qualcun altro.



3 Commenti a “Le grandi storie della fantascienza 10 (1948)”

  1. Menteliquida scrive:

    http://www.scribd.com/doc/43791743/A-a-v-v-hallucination-Orbit

  2. Patrizio scrive:

    🙂 grazie!

  3. Menteliquida scrive:

    Di nulla, fa piacere condividerla con chi apprezza 🙂

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