Rama II

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di Arthur C. Clarke, Gentry Lee

Ovvero il seguito di Incontro con Rama, questa volta scritto a due mani. I ramani fanno tutte le cose tre alla volta, e questo è solo il secondo romanzo di una trilogia.

Rispetto al primo libro, Rama II è molto meno asettico; ad esempio, la caratterizzazione dei personaggi è veramente notevole e intrigante. Questi si incastrano tra loro in modo perfetto, tanto per la complementarità delle specializzazioni e delle idee, che per i complotti e le divergenze che tra loro nasceranno durante la missione. Inoltre i protagonisti percepiti (escludendo quello “vero”: l’esplorazione dell’ignoto) sono incredibilmente due donne, Nicole Des Jardins e Francesca Sabatini (addirittura italiana; e saranno abbastanza strani i riferimenti ai vari “Tiburtini Hills“, “Villa Adriana“, …). La presenza di personaggi così particolari è ovviamente giustificata dalla selezione fatta per garantire il successo della missione; è per questo che potremo trovare, in 12 persone, tutto lo spettro di militari e ricercatori, nonché giornalisti, religiosi, atei, geni e farabutti.

Dr. Brown considered all engineers to be nothing more than glorified carpenters and plumbers. He tolerated thei existence only because some of them were necessary if his theories were ever to be proved by actual data.

Come sul primo libro viene messa molta carne sul fuoco, e all’ultima pagina gli interrogativi saranno molti di più che alla prima. E oltre agli interrogativi che ci si pone immedesimandosi nel mondo del libro (perché passano di qua? dove sono i ramani? …), ce ne saranno altri che emergeranno sul nostro mondo, sulla nostra specie: davvero ci comporteremo così? Davvero avremo paura? Davvero continuare a far decidere alle maggioranze potrebbe portare a dei disastri di immane natura? Davvero l’ago della bilancia sarà sempre in mano a un giornalista?

Before I came on this voyage, I knew I thought the general dimensions of the relationship between my own knowledge and the knowledge of mankind. But what is staggering about this mission is how very small the entire range of human knowledge might be compared to what could be known.

L’ambientazione è la migliore che si può immaginare in un romanzo di fantascienza hard: l’essenza aliena, nuova, misteriosa e incomprensibile, che permea gli effetti di ogni movimento dei protagonisti.

– I knew exactly where you were, at least in terms of x-y coordinates. My simple tracking algorithm wasn’t designed for excursions in z.
– That’s what an engineer would call my visit to the avian lair? An “excursion in z”?

Alcune note negative. Sparpagliate nel libro ci sono alcune digressioni storico/etniche/religiose veramente noiose, in particolare riguardo le origini “tribali” di Nicole e gli sviluppi della religione cristiana dei prossimi due secoli. Queste occupano intere pagine che rendono estremamente frustrante la lettura di alcuni capitoli, tant’è che dopo la seconda digressione si comincia a saltare avanti nel libro. Il motivo di queste digressioni appare chiaro solo verso la fine della storia: queste saranno gli espedienti per dare potenza e ragione d’esistere ad una scelta fatta dai protagonisti, che altrimenti sarebbe apparsa al lettore come troppo artificiale. A quel punto apparirà chiaro che la noia delle descrizioni di certi aspetti della personalità di Nicole fanno parte della caratterizzazione spinta che si è voluta sui personaggi; e, uno di questi, Nicole appunto, possiede un lato per il quale si prova disappunto, tanto da non aver neanche voglia di starlo a sentire. Lo stesso per il religioso Michael O’Toole. L’antipatia e i preconcetti verso alcuni loro pensieri farà comprendere e condividere meglio la potenza delle loro scelte, nel momento in cui si riveleranno invariabilmente le migliori possibili. Di fatto, la scelta finale di un religioso, di una mistica e di un genio dell’ingegneria finirà per convergere.

God ha suggested to me that the heralds of Christ’s next coming will have to be extraordinary or the people of Earth will not notice. A simple angel or two blowing trumpets in the heavens won’t suffice. The heralds must do things that are truly spectacular to engage attention.

– Right in the middle of that discussion I suddenly asked you why you believed in God. Do you remember your answer?
– …faith informed by thought and observation



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