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	<title>Discarica &#187; tecnosauri</title>
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	<description>Una discarica di pensieri ad alto coefficiente di entropia e kipple.</description>
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		<title>L&#8217;estinzione dei tecnosauri</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 13:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tecnosauri, artefatti ormai obsoleti e spesso ingombranti, o invenzioni che, pur avendone i numeri, non sono riuscite ad affermarsi. Ovvero, come dice il sottotitolo, &#8220;Storie di tecnologie che non ce l&#8217;hanno fatta&#8221;, di Nicola Nosengo. Il dinosauro e il grammofono della copertina assomigliano terribilmente a uno stegosauro con un imbuto infilato al contrario in bocca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tecnosauri, artefatti ormai obsoleti e spesso ingombranti, o invenzioni che, pur avendone i numeri, non sono riuscite ad affermarsi. Ovvero, come dice il sottotitolo, &#8220;Storie di tecnologie che non ce l&#8217;hanno fatta&#8221;, di Nicola Nosengo.</p>
<div style="text-align:center"><a href="http://www.anobii.com/books/017a7b62ae807e084e/" title="Per saperne di più su L' estinzione dei tecnosauri"><img src="http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?a=1&#038;type=4&#038;isbn=8851800170" title="Per saperne di più su L' estinzione dei tecnosauri" alt="Immagine di L' estinzione dei tecnosauri" style="padding: 5px;" /></a></div>
<p>Il dinosauro e il grammofono della copertina assomigliano terribilmente a uno stegosauro con un imbuto infilato al contrario in bocca (cit.), e questo forse è ciò che ha spinto Fry all&#8217;acquisto del libro che mi ha prestato.  </p>
<blockquote><p>Una delle cose che accomunano le tecnologie e gli esseri viventi è che, in entrambi i casi, le specie in via di estinzione ricevono un trattamento molto poco democratico. Alcune sono del tutto ignorate: nessuno versa una lacrima per l&#8217;estinzione di qualche specie di <strong>biscia</strong>, o per la scomparsa del <strong>telex</strong>. Altre sono difese a spada tratta come se da esse dipendessero le sorti del mondo intero: il <strong>panda</strong>, il <strong>vinile</strong>, o il <strong>Betamax</strong>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;analisi dei motivi per cui una tecnologia fallisce può risultare molto più interessante della comprensione delle motivazioni per cui invece altre vincono. Le tecnologie vincenti, come l&#8217;autore sottolinea, <em>si assomigliano tutte</em>, perché tutte devono rispettare un certo minimo comune multiplo di aspettativa, più o meno standard. Mentre per fallire basta un singolo, peculiare fattore.</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Spero di non averti svegliato</em>&#8221; dice chi chiama. &#8220;<em>No, stavo solo rileggendo Sartre</em>&#8221; risponde il chiamato, che ovviamente stava dormendo profondamente. Entrambi sanno che non è vero, ma l&#8217;importante è non dirlo [...]. Il videotelefono manderebbe a monte tutto.</p></blockquote>
<p>Di esempi portati a favore di questa teoria ce ne sono vari, dai più rinomati (auto elettriche) ai più&#8230; sotterranei (la posta pneumatica &#8211; sapevate che nei sotterranei di molte città ci sono chilometri e chilometri di tubature impiegate nel secolo scorso per inviare posta pneumatica?).</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Approfittiamo della libertà che ora ci dà questo mezzo di comunicazione inviandoti, con i nostri migliori auguri, anche i nostri affettuosi saluti</em>.&#8221;<br />
[...]<br />
Vale la pena di ricordare l&#8217;ultimo capitolo della storia delle <strong>poste pneumatiche italiane</strong>: nel dicembre del 2000, le Poste Italiane hanno indetto una gara per la concessione delle condutture della rete romana, ormai non più in uso. La gara l&#8217;ha vinta Fastweb, fornitore di servizi di connettività in fibra ottica, che ha poi utilizzato le condutture per la cablatura del centro cittadino. C&#8217;è qualcosa di poetico, ma anche di vagamente sinistro, in una nuova tecnologia che si cala letteralmente nei resti fossili di una sua progenitrice diretta.</p></blockquote>
<p>L&#8217;intento dell&#8217;autore non è assolutamente quello di dissacrare scienza e tecnica, di &#8220;prendere in giro&#8221; le tecnologie che sono state sfortunate, perché, spiega, con il senno di poi sarebbe troppo facile ignorare alcune difficoltà di fondo. Anche i migliori inventori che hanno rivoluzionato il mondo sono caduti almeno una volta in una subdola trappola: il successo di una tecnologia non proviene dalla sua grandiosità intrinseca, ma dall&#8217;incontro della sua applicazione e del particolare momento storico.</p>
<p>Un&#8217;altra osservazione piuttosto &#8220;illuminante&#8221; (visto che si parla di Edison&#8230;) che l&#8217;autore fa riguarda un altro parallelo che esiste tra animali e tecnologia: quello della <em>classificazione</em> delle specie. Edison durante alcuni studi con i telegrafi ideò un modo per registrare e riprodurre l&#8217;audio, ma classificò questa scoperta tra le &#8220;specie&#8221; della comunicazione. Per lui registrare l&#8217;audio era utile per dettare lettere, per registrare le telefonate (la segreteria telefonica!), ed altri usi professionali che all&#8217;epoca sarebbero stati veramente d&#8217;aiuto.</p>
<p>Con il senno di poi fa quasi tenerezza immaginare il suo cilindro di registrazione a velocità lineare costante, che non si deteriora&#8230; ma impossibile da duplicare, e pieno di discorsi e appuntamenti d&#8217;ufficio. Rispetto all&#8217;imperfetto disco in vinile, che si deteriora nel tempo e che perde di qualità man mano che si avanza nella traccia a causa della velocità lineare decrescente. Ma che può essere riprodotto in milioni di copie e contiene musica. Questo fece Edison per non essere il progenitore dei nostri lettori mp3: un errore di classificazione.</p>
<blockquote><p>[...] il termine di paragone, per i viaggiatori di quel tempo, era pur sempre la carrozza trainata da cavalli, che doveva fermarsi per abbeverare gli animali ogni 15 km. Le auto a vapore potevano arrivare a percorrere 20 km di seguito, prima di doversi fermare per fare il pieno d&#8217;acqua, spesso agli stessi abbeveratoi per cavalli dove si fermavano le carrozze. Quanto alle auto a benzina, anch&#8217;esse erano costrette a soste relativamente frequenti, oltre che per fare rifornimento, per rabboccare l&#8217;acqua del sistema di rafffreddamento, mettendosi in coda agli abbeveratoi dietro alle carrozze e alle auto a vapore.</p></blockquote>
<p>Una buona porzione del libro si occupa inoltre dello studio del fenomeno della standardizzazione, vista sia come mezzo di cooperazione che di competizione, ed affronta simpaticamente altre questioni inerenti l&#8217;evoluzione tecnologica, giocando sempre sul parallelo del mondo animale.</p>
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