Le Cosmicomiche


di Italo Calvino

Fu allora che mi misi a secernere materiale calcareo. Volevo fare qualcosa che marcasse la mia presenza in modo inequivocabile, che la difendesse, questa mia presenza individuale, dalla labilità indifferenziata di tutto il resto. […] Così incominciai a fare la prima cosa che mi venne, ed era una conchiglia.

gommini

1 Commento a “Le Cosmicomiche”

  1. GrandeGattoDiEliopoli scrive:

    “Vedo tutto questo e non provo nessuna meraviglia perché il fare la conchiglia implicava anche fare il miele nel favo di cera e il carbone e i telescopi e il regno di Cleopatra e i film su Cleopatra e le piramidi e il disegno dello zodiaco degli astrologi caldei e le guerre e gli imperi di cui parla Erodoto e le parole scritte da Erodoto e le opere scritte in tutte le lingue comprese quelle di Spinoza in olandese e il riassunto in quattordici righe della vita e delle opere di Spinoza nella dispensa «Rh- Stijl» dell’enciclopedia sul camion sorpassato dal motofurgoncino dei gelati e così nel fare la conchiglia mi pare d’aver fatto anche il resto.”

    (frr)

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